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Una triste notizia

250.Cataloghi-Monti-Editrice

Saronno, 31 ottobre 2015

 

L’Editrice Monti chiude: era nata dalla carità

 

Vent’anni fa nasceva il marchio “Editrice Monti”. Oggi ne annunciamo la chiusura, come hanno fatto altre esperienze della carta stampata.

 

Un’editrice dinamica, vivace, contagiosa: i primi libri avevano dato subito il “la” ad un crescente apprezzamento e ad una convinta accoglienza. Spontanee intese avevano generato sinergie con varie realtà del “non profit”; le collane erano state un segnale di freschezza da venir presto copiate; il “Progetto culturale” della Chiesa italiana trovava una nuova realtà di comunicazione e di cultura.

 

L’idea di mettere a catalogo il mondo del volontariato, della solidarietà e della carità nelle più diverse espressioni aveva un sapore di novità. Non si trattava di una scelta estemporanea, ma di una precisa linea editoriale. Anche i nostri testi di spiritualità sono sempre stati caratterizzati da questo “marchio di fabbrica”, divenuto così attuale con papa Francesco che ci insegna l’interdipendenza tra disagio umano, esclusione sociale, violenza sull’equilibrio del creato e bisogno di spiritualità.

 

I religiosi del Beato Luigi Monti in questa loro originale iniziativa carismatica hanno coinvolto e dato fiducia ai collaboratori laici, che ne sono stati i protagonisti. Per alcuni ha rappresentato una scuola. Con circa 400 titoli pubblicati, i nostri numerosi autori sono stati partecipi compagni di strada, manifestando una rara passione per il messaggio da comunicare prima che ad ogni altro interesse. Così, nel nostro Paese, quasi un milione di copie sono state diffuse, grazie al lavoro di redattori, grafici, illustratori, curatori, stampatori, promotori, distributori  e librai.

 

Sappiamo di far torto a tutti gli altri, ma vogliamo citare tre nostri autori, Carlo Maria Martini, Alex Zanotelli e Nedo Fiano, i cui libri e le cui vite (come per tutti gli altri nostri Autori) si sono intrecciati alla storia della nostra editrice. E poi l’esperienza con Banca Etica, che ha portato alla fondazione della rivista Valori.

 

Ora, mentre ci diamo un futuribile “arrivederci”, abbassiamo la serranda. C’è amarezza in questa decisione che spegne una luce. L’esperienza che abbiamo vissuto non ci lascia tuttavia privi di speranza, perché essere piccoli - ed essere voce dei piccoli - provoca un’insaziabile voglia di rinascere.

 

 Fratel Ruggero Valentini, CFIC                                   Dottor Sergio Slavazza, direttore